scritto da Dr.ssa Matilde Bianchi il 11/09/12

L’osteoporosi è fra le malattie delle ossa la più diffusa. Questa problematica interessa tutto lo scheletro e causa una “atrofia ossea” (il tessuto osseo viene distrutto e diventa così più rarefatto) che lo rende più fragile e quindi più soggetto a fratture.

Fortunatamente oggi giorno ci sono semplici metodi diagnostici per individuare tale malattia e prevenire in modo tempestivo l’insorgere di fratture ossee.

Le donne sono più soggette, e dopo i 50 anni, circa una donna su 3 e un uomo su 7 avranno una frattura ossea di tipo osteoporotica. L’entrata in menopausa aumenta di ben 4 volte il rischio di contrarre la malattia. In Svizzera circe 600’000 persone soffrono di osteoporosi.

Dalla nascita fino ai 20 anni il nostro organismo cresce e si sviluppa, questo vale anche per le nostre ossa che sono una parte vivente del nostro corpo. Lo scheletro si consolida e finisce la sua crescita verso i 25 anni circa e durante questi anni di sviluppo sono tante le cose che posso avere un’influenza negativa sulla massa ossea. Per esempio: una scorretta alimentazione, mancanza di attività fisica, disturbi ormonali, abuso di nicotina e alcool, malattie gravi e fattori genetici.

Come si può ben notare molti dei fattori rischio sono controllabili!!

L’osteoporosi si presenta come una malattia asintomatica (senza la presenza di sintomi) e molte volte non dolorosa fino al manifestarsi di una frattura. Essendo il tessuto osseo più fragili non sono necessarie grandi sollecitazioni per l’insorgere di fratture. In alcuni casi basta un semplice colpo di tosse e il sollevare qualcosa di pesante, od ancora senza nessuna ragione precisa.

Le fratture che interessano la colonna vertebrale producono una deformazione permanente detta “a gobba”. Le fratture che interessano il collo del femore sono le più pericolose perché non solo richiedono un’ospedalizzazione ed un intervento chirurgico, ma in molti casi lasciano la persona con difficoltà nella deambulazione e non più autosufficienti.

L’esame di diagnostica più preciso è l’osteodensitometria a doppia energia a raggi X (DEXA). Sfortunatamente una semplice radiografia non consente di diagnosticare correttamente la malattia.

La maggiore prevenzione può essere fatta attraverso un’attività fisica regolare (che stimola e rinforza le ossa), un corretto apporto di calcio nella dieta (che si trova maggiormente nel formaggio, nel latte, nei broccoli, finocchi, spinaci e porri, nelle mandorle e nelle nocciole e nell’acqua minerale), un corretto apporto di vitamina D tramite l’esposizione alla luce solare. Gli alimenti che contengono vitamina D sono pochi: pesci grassi – salmone, olio di fegato di merluzzo, tuorlo d’uovo, burro e funghi. Una carenza di vitamina D inibisce l’assorbimento di calcio ed ha un effetto negativo sulla forza muscolare e la coordinazione motoria (più alto il rischio di cadute).

I trattamenti possono variare dal semplice cambio delle abitudini quotidiane, al supplemento con calcio e vitamina D, fino a trattamenti farmacologici (bifosfonati, estrogeni, calcitonina, ecc).

L’osteoporosi non dovrebbe essere considerata una conseguenza inevitabile del passare degli anni!!

Chieda consiglio al suo medico / chiropratico su cosa fare per prevenire questa spiacevole “malattia delle ossa fragili”.

 

–  http://www.osteoswiss.ch

–  http://www.chirosuisse.ch

–  http://www.rheuma-net.ch

–  Moore K.L. and Dalley A.F., 1999. Clinically oriented Anatomy. Fourth Edition. Lippincott Williams & Williams.