scritto da Dr.ssa Matilde Bianchi il 1/11/10

Penso che chiunque scelga una professione medica come lavoro, abbia dentro di sè un richiamo di aiuto verso il prossimo.

Probabilmente è questa voglia di aiutare persone meno fortunate di noi e naturalmente di sentirci utili in questo mondo che mi ha spinto, l’ultimo anno di college chiropratico, a cercare un viaggio di volontariato in cui poter partecipare come studente.

Internet è una grande benedizione in questi casi, ed è dopo aver passato parecchio tempo cercando e navigando per siti, che mi sono imbattuta in un meraviglioso progetto in Costa Rica cominciato dal Dr Davis nel 2000: “La Clinica de la Mariposa” (la clinica della farfalla).

La Clinica è stata fondata in associazione con la fondazione internazionale “Christian Foundation for Children and Aging” (CFCA), con sede in Kansas City, KS (http://www.cfcausa.org).
Nonostante questa prima collaborazione, la Clinica de la Mariposa è riuscita ad operare, nell’ultimo anno, come clinica itinerante indipendente.

La Clinica opera in diverse comunità bisognose del Costa Rica. Dal 2006 studenti e dottori chiropratici visitano il paese tre volte all’anno e con l’aiuto di volontari sul posto, di massaggiatori e di agopunturisti fornisce assistenza sanitaria ad individui e famiglie con un basso reddito. In dieci anni di servizio sono stati trattati più di 5000 pazienti in dieci diverse comunità.

Sinceramente non ci sono parole per descrivere quello che questa fantastica avventura mi ha dato, sia professionalmente che personalmente. Sono state tre settimane meravigliose che mi hanno aperto il cuore.

Durante il mese di volontariato alloggiavamo presso un piccolo appartamento in Santa Lucia, vicino Heredia, e da lì ogni mattina si caricava un pullmino con tutte le attrezzature necessarie e si partiva verso le comunità. Ogni settimana abbiamo visitato una comunità differente: la prima Alajuela a 45 minuti di cammino, la seconda San Ramon ad un’ora e mezza di distanza e la terza a Cartago a circa 2 ora e mezza di strada.

Eravamo cinque studenti e uno o due dottori, un’aiuto dentista ed un massaggiatore.

L’attrezzatura a disposizione era limitata, ma nonostante ciò, l’organizzazione era perfetta. Ogni paziente aveva la sua cartella clinica per poter mantenere un registro da un’anno all’altro, e prima di venire visti da noi chiropratici, tutti dovevano passare uno screening medico dal Dr Javier Vazquez Coira. L’attenzione principale era assicurarsi che non ci fossero contraindicazioni ai trattamenti.

In ogni comunità il pranzo ci veniva offerto dalle volontarie del posto e ogni mattina prima di iniziare la giornata ci si riuniva tutti in un grande cerchio di abbracci per la preghiera. Un rituale che ci univa tutti sotto lo stesso cielo.

Riuscivamo a trattare più o meno 150 pazienti al giorno. Alle nostre attenzioni si presentavano bambini, adulti ed anziani con dei problemi che variavano da vere e proprie problematiche biomeccaniche a la più semplice necessità di essere ascoltati. La maggior parte delle persone lavoravano duramente nei campi, specialmente durante la raccolta del caffè nei mesi da Ottobre a Marzo, e vivevano in condizioni a noi impensabili.

L’ultimo pomeriggio veniva adibito all’insegnamento dell’igiene dentale per i bambini e ad uno spettacolo offerto per noi.

I giorni lavorativi erano 4 alla settimana. Il mercoledì, il sabato e la domenica erano liberi, ciò permetteva di potersi organizzare per delle gite in giro per il paese. Che natura meravigliosa!

La cosa che più colpisce quando si arriva in un paese così povero, è come la gente riesca comunque a trovare il sorriso ogni giorno. Quando si chiedeva alle persone come stavano, la loro risposta più frequente era: “Pura Vida”. Esprimevano con le parole quello che il loro cuore sentiva.

Ci si rende conto di quanto siamo fortunati a vivere dove viviamo e ad avere le comodità che in altri momenti ci sembrano così normali e scontate. C’è  sempre così tanto da imparare dagli altri.

Spero con tutto il mio cuore che riuscirò presto a rifare questa esperienza come dottoressa, ed a portare ancora un po’ di aiuto a tutti quelli che ne hanno bisogno.